Articolo 1276 Codice Civile
(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)
Invalidità della nuova obbligazione
Dispositivo
Se l'obbligazione assunta dal nuovo debitore verso il creditore è dichiarata nulla o annullata (1), e il creditore aveva liberato il debitore originario, l'obbligazione di questo rivive (2), ma il creditore non può valersi delle garanzie prestate dai terzi.
Note
(1) Si ritiene che si possano comprendere anche la risoluzione (1453 ss. c.c.), la rescissione (1447 ss. c.c.) ed il recesso (1373 ss. c.c.).
(2) In realtà, è corretto affermare che nasce una nuova obbligazione e non che rivive la precedente: infatti, le garanzie non rivivono perchè sono accessorie ad un'obbligazione ormai estinta.
Massime giurisprudenziali (1)
1Cass. civ. n. 16733/2011
In caso di accollo liberatorio, la successione nel lato passivo del rapporto obbligatorio, non può non essere influenzata dalle vicende del relativo negozio, con la conseguenza che non solo l'invalidità, quale testualmente disciplinata dall'art. 1276 c.c., ma anche la risoluzione di esso fa rivivere il rapporto originario, posto dall'accollo in stato di quiescenza. Pertanto, risolto tra debitore ed accollante il contratto di cui l'accollo costituisca pattuizione accessoria, nei rapporti trai predetti, per gli effetti restitutori di cui all'art. 1458 c.c., si rende applicabile l'art. 1276 c.c., con la conseguenza che, anche in ipotesi di accollo liberatorio, in tanto l'accollante è legittimato a chiedere al debitore originario la restituzione delle somme oggetto dell'accollo in quanto le abbia effettivamente versate al creditore.(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 16733 del 29 luglio 2011)