Articolo 1833 Codice Civile
(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)
Recesso dal contratto
Dispositivo
Se il contratto è a tempo indeterminato, ciascuna delle parti può recedere dal contratto a ogni chiusura del conto (1), dandone preavviso almeno dieci giorni prima.
In caso d'interdizione, d'inabilitazione, d'insolvenza o di morte di una delle parti, ciascuna di queste o gli eredi hanno diritto di recedere dal contratto [78] l.f.].
Lo scioglimento del contratto impedisce l'inclusione nel conto di nuove partite, ma il pagamento del saldo non può richiedersi che alla scadenza del periodo stabilito dall'articolo [1831].
Note
(1) Il periodo fa riferimento alle singole scadenze che vengono fissate per determinare il saldo nei contratti di conto corrente a tempo indeterminato.
Massime giurisprudenziali (3)
1Cass. civ. n. 12263/2015
In caso di recesso della banca dal contratto di conto corrente bancario, il fideiussore resta tenuto al soddisfacimento del debito quale esistente alla data dello scioglimento del rapporto e in tale misura cristallizzato, dovendo ad esso essere raffrontato il limite di massimale della garanzia; gli interessi moratori maturati dopo quel momento a causa del mancato tempestivo adempimento imputabile (anche) allo stesso fideiussore restano, invece, a suo carico oltre il limite del massimale della fideiussione, in applicazione della regola generale della garanzia patrimoniale di cui all'art. 2740 cod. civ. per i fatti a lui riferibili, nonché dei principi di divieto dell'abuso del diritto e della correttezza nei rapporti interprivati.(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 12263 del 12 giugno 2015)
2Cass. civ. n. 407/1988
Con riguardo a contratto di conto corrente bancario la dichiarazione di fallimento del correntista comporta la risoluzione del contratto a norma dell'art. 78 legge fallimentare, con la conseguente estinzione degli obblighi della banca per l'esecuzione del mandato inerente al conto corrente, nonché l'acquisizione alla massa del fallimento dei relativi accreditamenti, restando salva a norma dell'art. 42, secondo comma, legge fallimentare la detrazione delle sole spese per la tenuta e conservazione del conto corrente ma non dei pagamenti eseguiti dalla banca per conto del correntista successivamente al suo fallimento ed al conseguente venir meno della sua disponibilità delle somme depositate.(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 407 del 20 gennaio 1988)
3Cass. civ. n. 3572/1968
La richiesta del saldo immediato dell'intero scoperto del saldo di un conto-corrente, può valere come manifestazione di volontà di recesso.(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 3572 del 26 ottobre 1968)