Articolo 653 Codice Civile
(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)
Legato di cosa genericamente determinata
Dispositivo
(1)È valido il legato di cosa determinata solo nel genere (2) (3), anche se nessuna del genere ve n'era nel patrimonio del testatore al tempo del testamento e nessuna se ne trova al tempo della morte [654], [664], [666] c.c.].
Note
(1) Si parla in proposito di legato obbligatorio: il legatario è creditore di una data prestazione nei confronti dell'onerato. Questo è tenuto a scegliere i beni da attribuire al legatario all'interno del genere indicato dal testatore.
(2) Per genere si intende un complesso o una categoria di beni che presentano caratteri comuni in numero superiore a quelli differenziali (es. denaro, quadri, libri,etc...).
(3) Oggetto del legato di genere possono essere beni mobili e immobili. È necessario che siano sufficientemente determinati, diversamente il legato sarebbe nullo ai sensi dell'art. 632 del c.c..
Massime giurisprudenziali (2)
1Cass. civ. n. 15661/2020
La disposizione testamentaria con cui il testatore abbia lasciato ad un legatario le somme risultanti a credito su un conto corrente bancario al momento della sua morte è un legato di specie; per converso, il legato di somme di denaro, senza indicazione di un conto specifico, va qualificato legato di genere con conseguente applicazione dell'art. 653 c.c.. Ed infatti, solo nel primo caso è evidente l'intenzione del "de cuius" di attribuire non un generico ammontare numerario, ma piuttosto il diritto ad esigere il capitale e gli interessi presenti su un conto in un determinato momento. ((Cassazione civile, Sez. VI-2, ordinanza n. 15661 del 23 luglio 2020)
2Cass. civ. n. 7082/1995
Il legato di una certa quantità di cose determinate solo nel genere è valido tanto se delle cose legate ve ne siano nel patrimonio ereditario al tempo dell'apertura della successione quanto se non ve ne siano, a meno che non risulti chiaramente che il testatore intese riferirsi a quelle esistenti nel suo patrimonio al momento della morte.(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 7082 del 22 giugno 1995)