Articolo 18 Codice di Procedura Civile

(R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443)

Foro generale delle persone fisiche

Dispositivo

Salvo che la legge disponga altrimenti, è competente il giudice del luogo in cui il convenuto ha la residenza o il domicilio (1) [c.c. [43], [45], [2196] n. 4] e, se questi sono sconosciuti, quello del luogo in cui il convenuto ha la dimora[139]; c.c. [43] (2) (3).

Se il convenuto non ha residenza, né domicilio, né dimora nella Repubblica o se la dimora è sconosciuta, è competente il giudice del luogo in cui risiede l'attore (4) (5).

Note

(1) I luoghi in cui il convenuto ha fissato la residenza o il domicilio (art. 43 del c.c.) si definiscono forielettivamente concorrenti: l'attore ha la facoltà di scegliere l'uno o l'altro nel caso in cui non coincidano.

(2) L'articolo 18 indica il forogeneraledelle persone fisiche, ovvero il giudice di fronte al quale la parte può essere convenuta per una qualsiasi causa.

(3) In tema di disciplina della tutela delconsumatore, il codice del consumo (d. lgs. 206/2005) dispone che il foro competente sia quello del luogo di residenza o di domicilio eletto del consumatore. Si tratta di unforo esclusivo speciale, che è derogabile dalle parti solo con trattativa individuale (in mancanza di trattativa la clausola che stabilisce quale foro una località diverse da quelle indicate è da ritenersi vessatoria).

(4) Laddove non sia possibile individuare un convenuto, come nei procedimenti di volontaria giurisdizione, sarà competente il giudice del luogo in cui è residente, è domiciliato o ha dimora l'unica parte o una di esse.

(5) Nel caso in cui entrambe le parti non abbiano la residenza nello Stato e sussiste la giurisdizione italiana, la competenza territoriale spetta a qualsiasi giudice adito dall'attore, a sua scelta.

Massime giurisprudenziali (34)

1Cass. civ. n. 11259/2025

In materia di diritti di obbligazione, l'eccezione di incompetenza per territorio deve contestare tutti i profili ipotizzabili con riferimento ai criteri di collegamento facoltativi di cui agli artt. 18, 19 e 20 c.p.c.; in mancanza di tale contestazione, la competenza per territorio rimane presso il giudice adito.(Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 11259 del 29 aprile 2025)

2Cass. civ. n. 7790/2025

La Corte di Cassazione ha stabilito che la competenza territoriale in materia di querela di falso proposta in via principale spetta al giudice individuato in base ai criteri di collegamento dettati dagli artt. 18 e 19 c.p.c. Tale competenza è inderogabile, stante il previsto intervento obbligatorio del P.M., e non può essere modificata per attrazione da parte della connessa causa di merito.(Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 7790 del 24 marzo 2025)

3Cass. civ. n. 2745/2025

In materia di controversie tra datore di lavoro e organismo di previdenza complementare instaurate per il pagamento di contributi che si assumono versati in eccesso o non dovuti, la competenza territoriale si determina in base all'art. 442, comma 2, c.p.c., applicando l'art. 413, comma 7, c.p.c. e dunque il foro dell'ente convenuto ai sensi dell'art. 18 c.p.c.(Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 2745 del 4 febbraio 2025)

4Cass. civ. n. 34797/2024

La competenza territoriale per le controversie relative agli obblighi di assistenza e previdenza derivanti dall'autonomia collettiva (nella specie, accertamento del diritto a ricevere la pensione di reversibilità dal Fondo Nazionale di Previdenza per i Lavoratori dei Giornali Quotidiani "Lorenzo Casella") appartiene, in forza del rinvio operato dagli artt. 442, comma 2, e 413, comma 7, c.p.c., al giudice del foro generale delle persone fisiche di cui all'art. 18 c.p.c.(Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 34797 del 29 dicembre 2024)

5Cass. civ. n. 27190/2024

In tema di amministrazione di sostegno, la competenza per territorio, nel caso in cui il beneficiario sia stato ricoverato in una struttura residenziale psichiatrica e non vi sia prova del carattere permanente di tale collocamento, spetta al giudice tutelare del luogo in cui si presume che la persona abbia ancora la propria dimora abituale. (Principio applicato per regolare la competenza in un caso in cui la mancanza di prova del carattere permanente del collocamento, in quanto non volontario e sempre revisionabile dall'autorità sanitaria in base alle condizioni di salute del paziente, escludeva di ravvisare un mutamento della dimora abituale).(Cassazione civile, Sez. I, ordinanza n. 27190 del 21 ottobre 2024)

6Cass. civ. n. 26512/2024

In materia di affidamento del figlio naturale, la competenza territoriale spetta al Tribunale del luogo dove si trova la dimora abituale ed effettiva del minore al momento del ricorso, non rilevando la mera residenza anagrafica o eventuali trasferimenti contingenti o temporanei. La residenza abituale si identifica con il luogo dove il minore è stabilmente stabilito ed ha il proprio centro di interessi.(Cassazione civile, Sez. I, ordinanza n. 26512 del 11 ottobre 2024)

7Cass. civ. n. 25153/2024

Nel caso di domanda risarcitoria contro una società avente sede solo all'estero, priva in Italia di uno stabilimento o di un rappresentante autorizzato a stare in giudizio, la competenza territoriale deve essere individuata in accordo con l'art. 7 del Reg. CE n. 1215 del 2012, nel luogo in cui l'evento dannoso è avvenuto o può avvenire. (Nella specie, la S.C., in relazione alla domanda volta al risarcimento del danno da malformazioni causate dall'assunzione in gravidanza di talidomide sintetizzato da società tedesca, ha affermato la competenza del giudice del luogo di nascita di ciascuno dei soggetti lesi).(Cassazione civile, Sez. III, ordinanza n. 25153 del 19 settembre 2024)

8Cass. civ. n. 23529/2024

La competenza per territorio nell'azione revocatoria ex art. 2901 c.c. va determinata in base ai criteri di collegamento previsti dagli artt. 18-20 c.p.c., poiché l'azione riguarda un'obbligazione tutelata tramite la dichiarazione di inefficacia del negozio fraudolentemente posto in essere. Pertanto, l'eccezione di incompetenza non può limitarsi al foro generale del convenuto, ma deve investire tutti i criteri di collegamento applicabili.(Cassazione civile, Sez. III, ordinanza n. 23529 del 2 settembre 2024)

9Cass. civ. n. 19709/2024

In caso di opposizione a decreto ingiuntivo, l'opponente deve contestare la competenza territoriale con riferimento a tutti i criteri previsti dagli artt. 18, 19 e 20 del c.p.c.; se la contestazione riguarda solo alcuni di tali criteri, senza tener conto della loro non esclusività, tale eccezione è infondata.(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 19709 del 17 luglio 2024)

10Cass. civ. n. 19224/2024

In tema di competenza per territorio derogabile, il convenuto, sia in senso formale che sostanziale (come nell'opposizione a decreto ingiuntivo), ha l'onere di contestare nella prima difesa utile l'incompetenza per territorio del giudice adito con riferimento a tutti i criteri concorrenti previsti dagli artt. 18, 19 e 20 cod. proc. civ., indicando specificamente quale sia il giudice competente. La mancata contestazione della competenza su uno di questi profili comporta la radicazione della competenza del giudice inizialmente adito.(Cassazione civile, Sez. II, ordinanza n. 19224 del 12 luglio 2024)

11Cass. civ. n. 14121/2024

Nel procedimento per l'attribuzione giudiziale del cognome, trovando applicazione il principio di prossimità, è territorialmente competente il giudice del luogo di residenza del minore, in quanto maggiormente idoneo a valutare le sue esigenze, non solo per lo stretto collegamento con il luogo in cui si trova il centro degli affetti, degli interessi e delle relazioni dello stesso, ma anche per la possibilità di procedere in qualsiasi momento al suo ascolto, adempimento imprescindibile in tutti i procedimenti che lo riguardano.(Cassazione civile, Sez. I, ordinanza n. 14121 del 21 maggio 2024)

12Cass. civ. n. 5817/2024

In tema di competenza per territorio derogabile, nelle cause relative ai diritti di obbligazione, il principio in base al quale grava sulla parte che eccepisce l'incompetenza l'onere di contestare tutti i possibili criteri di collegamento previsti dagli artt. 18, 19 e 20 c.p.c. subisce un'eccezione ove l'attore indichi espressamente di volere radicare la competenza territoriale in forza di un determinato criterio, in tal caso dovendo il convenuto contestare solo quel criterio, non potendosi addossare su di lui l'onere di di contestare criteri di collegamento esclusi dall'attore.(Cassazione civile, Sez. II, ordinanza n. 5817 del 5 marzo 2024)

13Cass. civ. n. 3385/2024

Il foro convenzionale, anche se pattuito come esclusivo, è derogabile per connessione oggettiva ai sensi dell'art. 33 cod. proc. civ., pertanto la parte che eccepisce l'incompetenza del giudice adito in virtù della convenzione che attribuisce la competenza esclusiva ad altro giudice, ha l'onere di eccepirne l'incompetenza pure in base ai criteri degli artt. 18 e 19 cod. proc. civ., richiamati dall'art. 33 cod. proc. civ.(Cassazione civile, Sez. III, ordinanza n. 3385 del 6 febbraio 2024)

14Cass. civ. n. 3357/2024

L'eccezione d'incompetenza territoriale derogabile deve essere svolta con l'indicazione di tutti i fori concorrenti per le persone fisiche, anche quelli generali stabiliti nell'art. 18 cod. proc. civ., al fine della sua ammissibilità.(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 3357 del 6 febbraio 2024)

15Cass. civ. n. 28292/2023

In tema di domanda di rivendica di un bene mobile (nella specie un dipinto), la competenza territoriale è regolata dai criteri del foro generale delle persone fisiche o giuridiche, che si estende anche alla domanda di risarcimento danni, in quanto domanda strettamente accessoria a quella di rivendica.(Cassazione civile, Sez. II, ordinanza n. 28292 del 9 ottobre 2023)

16Cass. civ. n. 42116/2021

L'elezione di domicilio in un luogo del tutto privo di qualsiasi collegamento con uno specifico atto o negozio giuridico non costituisce presupposto di fatto idoneo ad individuare il giudice territorialmente competente sulla controversia. (Fattispecie relativa a controversia in materia di trattamenti discriminatori subiti nel corso della detenzione in carcere promossa da soggetto innanzi il giudice del luogo del domicilio eletto, senza evidenziare alcun effettivo legame con il luogo di elezione di domicilio). (Regola competenza).(Cassazione civile, Sez. VI-3, ordinanza n. 42116 del 31 dicembre 2021)

17Cass. civ. n. 1594/2020

La competenza per territorio sull'azione revocatoria ex art. 2901 c.c., poiché concerne un'obbligazione da tutelare attraverso la dichiarazione di inefficacia (relativa) del negozio che si assume fraudolentemente posto in essere, va determinata in base ai criteri di collegamento alternativamente previsti dagli artt. 18 -20 c.p.c., con la conseguenza che, anche in tali controversie, l'eccezione di incompetenza non può essere limitata al foro generale del convenuto, ma, come in ogni altra lite che riguardi diritti di obbligazione, deve investire tutti i predetti criteri di collegamento astrattamente applicabili. (Rigetta, CORTE D'APPELLO GENOVA, 20/04/2018).(Cassazione civile, Sez. III, ordinanza n. 1594 del 24 gennaio 2020)

18Cass. civ. n. 32731/2019

Ove una domanda sia proposta invocando la sussistenza, dinanzi al giudice adito, del foro del consumatore, l'eccezione sulla competenza territoriale sollevata dal convenuto tesa a negare la qualificabilità e assoggettabilità della controversia - poiché non "di consumo" - a quel foro, implica, ove fondata, l'applicazione delle regole di competenza territoriale derogabile, con la conseguenza che la parte è tenuta a contestare la sussistenza, in capo al giudice adito, di tutti i possibili fori concorrenti per ragione di territorio derogabile, e ad indicare il diverso giudice competente secondo ognuno di essi, dovendo altrimenti ritenersi l'eccezione di incompetenza "tamquam non esset", perché incompleta, e ciò anche quando il giudice adito ritenga che effettivamente la controversia non sia soggetta al foro del consumatore. (Regola competenza).(Cassazione civile, Sez. VI-3, ordinanza n. 32731 del 12 dicembre 2019)

19Cass. civ. n. 17311/2018

In tema di competenza territoriale derogabile, per la quale sussistano più criteri concorrenti (nella specie, quelli indicati negli artt. 18, 19 e 20 c.p.c., trattandosi di causa relativa a diritti di obbligazione), grava sul convenuto che eccepisca l'incompetenza del giudice adito (trattandosi di eccezione in senso proprio) l'onere di contestare specificamente l'applicabilità di ciascuno dei suddetti criteri e di fornire la prova delle circostanze di fatto dedotte a sostegno di tale contestazione. In mancanza, l'eccezione deve essere rigettata, restando, per l'effetto, definitivamente fissato il collegamento indicato dall'attore, con correlata competenza del giudice adito.(Cassazione civile, Sez. VI-2, ordinanza n. 17311 del 3 luglio 2018)

20Cass. civ. n. 11389/2018

In tema di controversie tra consumatore e professionista, l'art. 33, comma 2, lett. u), c. cons. va interpretato nel senso che la residenza del consumatore, cui la norma ha riguardo, è quella che lo stesso ha al momento della domanda e non quella che egli aveva al momento della conclusione del contratto, ma sull'individuazione del corrispondente foro esclusivo ivi previsto incide l'accertamento, devoluto al solo giudice del merito, del carattere fittizio dello spostamento di residenza del consumatore, compiuto per sottrarsi al radicamento della controversie, nonché quello relativo all'eventuale non coincidenza della residenza anagrafica (che instaura una mera presunzione) con quella effettiva. (Principio affermato dalla S.C. in un caso in cui la presunzione di residenza derivante dai dati anagrafici risultava superata sulla base di elementi obiettivi, tra cui il luogo ove risultava avere sede lo studio professionale del difensore incaricato di curare la fase precontenziosa e contenziosa della lite). (Regola competenza)(Cassazione civile, Sez. VI-3, ordinanza n. 11389 del 11 maggio 2018)

21Cass. civ. n. 2488/2018

Sussiste la competenza territoriale del giudice del luogo di domicilio del cliente, quale foro speciale del consumatore, in un giudizio per responsabilità professionale da questi promosso nei confronti di un notaio, non ostando alla disciplina dei contratti del consumatore la circostanza per cui l'interazione tra cliente e professionista sia avvenuta per il tramite di un procuratore speciale.(Cassazione civile, Sez. VI-2, ordinanza n. 2488 del 1 febbraio 2018)

22Cass. civ. n. 5254/2017

In materia di concorrenza sleale attuata mediante commercializzazione di modelli contraffatti su di un sito “web”, la competenza per territorio spetta, ai sensi dell’art. 120, comma 6, del d.lgs. n. 30 del 2005, che è norma speciale rispetto all’art. 18 c.p.c., al giudice nella cui circoscrizione i fatti sono stati commessi, da individuarsi nel luogo di stabilimento dell’inserzionista (ove sia stato avviato il processo tecnico finalizzato alla visualizzazione dell’annuncio) ovvero, in alternativa, in quello in cui ha sede la società che gestisce il sito.(Cassazione civile, Sez. VI-1, ordinanza n. 5254 del 1 marzo 2017)

23Cass. civ. n. 22675/2016

Il "forum destinatae solutionis" di cui alla seconda ipotesi dell'art. 20 c.p.c. (giudice del luogo in cui deve essere eseguita l'obbligazione dedotta in giudizio) non è invocabile, quale foro facoltativo in deroga a quelli di cui agli artt. 18 e 19 c.p.c., quando, per la natura della prestazione, esso comporterebbe l'attribuzione della competenza ad un numero indeterminato di giudici dello Stato, con pregiudizio dell'interesse del convenuto ad una definita predeterminazione della competenza in base a collegamenti fattuali non evanescenti ed arbitrari. (Fattispecie in cui il debitore-appaltatore si era impegnato al disormeggio del bacino galleggiante dell'Arsenale marittimo militare di Augusta ed al suo trasferimento presso altra sede non specificata, nonché al successivo ritrasferimento presso il porto di ormeggio originario).(Cassazione civile, Sez. VI, sentenza n. 22675 del 8 novembre 2016)

24Cass. civ. n. 19801/2014

In tema di violazioni del codice della strada, ove l'opposizione, in assenza di pregressa notifica dell'ordinanza ingiunzione, sia stata proposta avverso la cartella esattoriale, dalla quale non sia identificabile il luogo dell'illecito, trova applicazione, ai fini dell'individuazione del giudice competente, il foro generale delle persone fisiche ex art. 18 cod. proc. civ.(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 19801 del 19 settembre 2014)

25Cass. civ. n. 9373/2014

Ai fini della determinazione del giudice territorialmente competente, la certificazione anagrafica in ordine al luogo di residenza di un soggetto ha valore meramente presuntivo circa il luogo dell'effettiva dimora abituale, il quale è accertabile con ogni mezzo di prova.(Cassazione civile, Sez. VI-lav., ordinanza n. 9373 del 28 aprile 2014)

26Cass. civ. n. 9028/2014

Ai fini della competenza territoriale, la coincidenza tra il luogo di residenza e quello di domicilio del convenuto integra una presunzione semplice e, come tale, suscettibile di prova contraria, con la conseguenza che il foro territoriale può essere correttamente radicato nel luogo ove il convenuto abbia il domicilio effettivo, individuato in relazione allo svolgimento della parte più rilevante della sua attività economica e professionale.(Cassazione civile, Sez. VI-1, sentenza n. 9028 del 18 aprile 2014)

27Cass. civ. n. 14571/2012

In tema di competenza per territorio, poiché l'impresa individuale non ha una soggettività giuridica diversa dalla persona del suo titolare, l'individuazione del giudice competente per l'emissione del decreto ingiuntivo va operata in base all'art. 18 c.p.c., con la conseguenza che l'opponente, quale convenuto sostanziale, ha l'onere di sollevare l'eccezione di incompetenza territoriale anche con riguardo al foro generale delle persone fisiche, dovendosi altrimenti ritenere tale eccezione come non proposta.(Cassazione civile, Sez. VI, sentenza n. 14571 del 20 agosto 2012)

28Cass. civ. n. 24257/2008

In tema di controversie tra consumatore e professionista, l'art. 33, comma 2, lett. U, del c.d. Codice del Consumo (d.lgs. 6 settembre 2005, n. 206) va interpretato nel senso che la residenza del consumatore, cui la norma ha riguardo, è quella che lo stesso ha al momento della domanda e non quella che egli aveva al momento della conclusione del contratto; tuttavia, il diverso giudice adito dal professionista può riconoscere la propria competenza, se accerti che lo spostamento di residenza del consumatore sia stato fittizio o reiterato e, perciò, compiuto per sottrarsi al radicamento della controversia.(Cassazione civile, Sez. III, ordinanza n. 24257 del 26 settembre 2008)

29Cass. civ. n. 15673/2007

È nulla e conseguentemente inidonea a giustificare l'applicazione di uno specifico criterio di competenza territoriale, la clausola contrattuale che contiene l'elezione di domicilio, finalizzata alla notificazione di futuri atti giudiziari, presso la Casa Comunale, perché produttiva di una lesione del diritto costituzionale al contraddittorio, non potendo la P.A., senza una specifica previsione normativa abilitativa, ricevere atti per conto di privati né addossarsi la cura del loro recapito all'interessato. Non trova applicazione nella fattispecie in esame la regola della validità ed efficacia dell'elezione di domicilio, anche in mancanza del consenso e dell'accettazione del domiciliatario.(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 15673 del 13 luglio 2007)

30Cass. civ. n. 5006/2005

Ai fini della competenza territoriale, qualora sia convenuta una persona fisica, e si faccia riferimento al luogo del domicilio, che è criterio di collegamento rilevante sia ai fini dell'art. 18 c.p.c. che dell'art. 20 c.p.c. ed autonomo rispetto a quello della residenza, s'intende per domicilio il luogo in cui la persona ha stabilito la sede principale dei suoi affari e dei suoi interessi, che non va individuato solo con riferimento ai rapporti economici e patrimoniali, ma anche ai suoi interessi morali, sociali e familiari, che confluiscono normalmente nel luogo ove la stessa vive con la propria famiglia; ne consegue che il domicilio è caratterizzato dall'intenzione di costituire in un determinato luogo il centro principale delle proprie relazioni familiari, sociali ed economiche. (Nella specie il convenuto aveva trasferito la residenza da Palermo a Cefalú, continuando a svolgere attività professionale nel capoluogo; la S.C, nel confermare la sentenza di merito, ha precisato che il trasferimento della residenza comporta la presunzione di trasferimento anche del domicilio, presunzione non superata dalla permanenza dello studio legale in Palermo, in mancanza di prova sia della persistente iscrizione nell'albo professionale di quella città, sia del carattere fittizio del trasferimento di residenza).(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 5006 del 8 marzo 2005)

31Cass. civ. n. 8796/2000

La domanda diretta a far valere il diritto alla restituzione di un bene consegnato in esecuzione di un contratto invalido o inefficace non ha natura reale, ma personale, per modo che il foro competente è quello generale delle persone fisiche (art. 18 c.p.c.) e non quello del luogo in cui si trova la cosa da restituire.(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 8796 del 28 giugno 2000)

32Cass. civ. n. 2596/1994

Ai fini della determinazione del giudice territorialmente competente, il criterio del foro dell'attore assume carattere del tutto residuale rispetto a quelli soggettivi indicati dagli artt. 18 e 19 c.p.c., di guisa che può risultare concretamente applicabile solo quando il convenuto non abbia residenza, né domicilio, né dimora nella Repubblica o se la sua dimora è sconosciuta.(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 2596 del 18 marzo 1994)

33Cass. civ. n. 791/1985

Ai fini della determinazione del giudice territorialmente competente, le risultanze anagrafiche in ordine alla residenza costituiscono semplici presunzioni, superabili, come tali, con prove contrarie sia in ordine al difetto dell'elemento oggettivo circa la stabile ed effettiva dimora sia in ordine al difetto dell'elemento soggettivo circa l'intenzione di fissare in un luogo la propria abituale dimora.(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 791 del 5 febbraio 1985)

34Cass. civ. n. 3912/1977

Non è sufficiente a vincere la presunzione legale di residenza cui danno luogo le risultanze dei registri anagrafici la prova che il domicilio è in luogo diverso da quello della residenza anagrafica, giacché il codice civile (art. 44 comma secondo) stabilisce una presunzione di coincidenza del luogo di domicilio con quello di residenza, non l'opposta presunzione di coincidenza della residenza effettiva con il luogo di effettivo domicilio, in difformità delle risultanze anagrafiche. Pertanto la prova di un domicilio diverso dalla residenza anagrafica, non essendo sufficiente a provare che quest'ultima è solo fittizia, individua solo un possibile foro alternativo, ma non sottrae la competenza al giudice del luogo della residenza.(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 3912 del 8 settembre 1977)