Articolo 25 Codice di Procedura Civile

(R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443)

Foro della pubblica amministrazione

Dispositivo

Note

(1) L'art. 6 del r.d. 30-10-1933, n. 1611 detta in tema di rappresentanza e difesa dello Stato in giudizio la competenza per le cause nelle quali è parte un amministrazione dello Stato, disponendo che la stessa sia devoluta al tribunale o alla Corte d'Appello del luogo dove ha sede l'ufficio dell'Avvocatura dello Stato nel cui distretto si trova il giudice che sarebbe competente secondo le norme ordinarie.

(2) La competenza del foro erariale è inderogabile e vale soltanto per le cause nelle quali sia parte una amministrazione dello Stato. La norma non si estende alle controversie promosse contro gli enti pubblici che abbiano una soggettività giuridica formalmente distinta da quella dello Stato (come ad esempio l'Agenzia delle Entrate, L'Agenzia per la promozione dello sviluppo del mezzogiorno) salvo esplicita previsione normativa.In linea generale, la norma non trova applicazione nei confronti di regioni, province e comuni, sebbene a questi ultimi sia riconosciuta la facoltà di avvalersi del patrocinio dell'Avvocatura dello Stato.Diversamente, la regola del foro erariale trova applicazione nell'ipotesi in cui l'amministrazione dello Stato sia parte in una causa genericamente connessa ad un'altra o a quest'ultima legata dal vincolo più specifico della pregiudizialità (34 c.p.c.), della continenza (392 c.p.c.)] o della garanzia (32 c.p.c.). In tutti questi casi, indipendentemente dalla circostanza che lo Stato agisca in veste di attore o di convenuto, si determina uno spostamento di competenza dall'ufficio giudiziario che sarebbe territorialmente competente secondo le norme ordinarie a quello del capoluogo del distretto, nel quale l'amministrazione può difendersi più comodamente, avendovi sede l'ufficio dell'Avvocatura. La norma, invece, non si applica ex art. 7, comma 1, r.d. 30-10-1933, n. 1611, quando l'amministrazione dello Stato sia parte nei giudizi innanzi ai pretori ed ai giudici di pace (7), nei procedimenti esecutivi e fallimentari, nelle cause per sinistri marittimi e, infine, in quelle ereditarie (22), operando in queste ipotesi, le norme ordinarie sulla competenza che rimangono altresì ferme quando l'amministrazione interviene volontariamente in causa (105).

(3) La legge sulla contabilità pubblica dispone che i pagamenti da parte dello Stato debbano essere eseguiti mediante assegni o mediante ordinativi diretti sulla sezione della tesoreria della provincia ove il creditore ha il proprio domicilio (art. 54, r.d. 18-11-1923, 2440). Di conseguenza, nell'ipotesi in cui sia convenuta la P.A., il luogo ove deve eseguirsi l'obbligazione viene a coincidere con quello in cui ha sede tale sezione. Diversamente, le cause di risarcimento danni promosse contro lo Stato sono devolute alla cognizione del giudice del luogo in cui si è verificato il fatto illecito.

(4) Con la legge 89/2001 e ss.mm. (c.d.Legge Pinto) l'ordinamento ha previsto la facoltà di rivolgersi alla Corte d'appello al fine di ottenere la condanna del Governo al pagamento di una somma di denaro a titolo di indennizzo per l'eccessiva ed irragionevole durata del processo (civile, penale, amministrativo, contabile o tributario).L'atto introduttivo riveste la forma di un ricorso e il provvedimento conclusivo è un decreto di accoglimento o di rigetto che deve essere emanato entro quattro mesi dal deposito del ricorso. La competenza spetta alla Corte d'appello del distretto in cui ha sede il giudice competente ai sensi dell'art. 11 c.p.p. a giudicare nei procedimenti riguardanti i magistrati nel cui distretto è concluso o estinto o pende il procedimento.

Massime giurisprudenziali (44)

1Cass. civ. n. 17355/2025

2Cass. civ. n. 575/2025

3Cass. civ. n. 27404/2024

4Cass. civ. n. 26732/2024

5Cass. civ. n. 21817/2024

6Cass. civ. n. 5087/2024

7Cass. civ. n. 32064/2023

8Cass. civ. n. 2330/2023

9Cass. civ. n. 13475/2019

10Cass. civ. n. 21184/2017

11Cass. civ. n. 18287/2015

12Cass. civ. n. 17475/2015

13Cass. civ. n. 3869/2014

14Cass. civ. n. 13268/2012

15Cass. civ. n. 2265/2012

16Cass. civ. n. 30035/2011

17Cass. civ. n. 20530/2011

18Cass. civ. n. 20361/2011

19Cass. civ. n. 18036/2008

20Cass. civ. n. 11187/2008

21Cass. civ. n. 23005/2006

22Cass. civ. n. 7685/2005

23Cass. civ. n. 19808/2004

24Cass. civ. n. 14057/2004

25Cass. civ. n. 13796/2004

26Cass. civ. n. 12978/2004

27Cass. civ. n. 12977/2004

28Cass. civ. n. 11862/2004

29Cass. civ. n. 11385/2004

30Cass. civ. n. 15853/2003

31Cass. civ. n. 1653/2003

32Cass. civ. n. 14562/2002

33Cass. civ. n. 5424/2001

34Cass. civ. n. 15465/2000

35Cass. civ. n. 14375/2000

36Cass. civ. n. 9597/2000

37Cass. civ. n. 3540/2000

38Cass. civ. n. 12323/1998

39Cass. civ. n. 6450/1994

40Cass. civ. n. 4734/1994

41Cass. civ. n. 12704/1993

42Cass. civ. n. 4713/1992

43Cass. civ. n. 5584/1984

44Cass. civ. n. 355/1982