Articolo 75 Codice di Procedura Civile

(R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443)

Capacità processuale

Dispositivo

Note

(1) Per capacità processuale si intende la capacità di stare in giudizio, ovvero l'idoneità di un soggetto a compiere e ricevere gli atti processuali. Diversamente, la legittimazione formale (legitimatio ad processum) consiste nella titolarità di un potere al compimento di un atto, che costituisce un presupposto processuale per esercitare in modo valido i propri diritti processuali. Non sempre questi due requisiti processuali coesistono in capo alla stessa persona: per esempio, il fallito pur avendo la piena capacità processuale, non ha legittimazione formale e pertanto, nelle controversie relative ai suoi rapporti patrimoniali, non può stare in giudizio senza il curatore (art. 43, r.d. 16-3-1942, n. 267).

(2) La norma in analisi non riguarda i soggetti che sono affetti da incapacità naturale (si cfr.428 c.c.) che consiste in uno stato transitorio di disordine delle facoltà intellettive e volitive di un soggetto che priva la capacità di un soggetto di rendersi conto dei propri atti. Tuttavia, non determina l'incapacità processuale, pertanto l'interdicendo o l'inabilitando conservano la piena capacità di stare in giudizio fino a quando non venga pronunciata la sentenza di interdizione o di inabilitazione (si cfr.716 c.p.c.).

(3) Se prima della costituzione o all'udienza davanti al giudice istruttore la parte perde la capacità di stare in giudizio il processo si interrompe (v.299). La stessa conseguenza si verifica nel caso in cui il procuratore della parte che ha perso la capacità processuale dopo la sua costituzione, lo dichiari in udienza o lo notifichi alle altre parti (v.300 c.p.c.).

(4) Si ha sempre la capacità di essere parte, ma non sempre si ha anche la capacità di stare in giudizio compiendo da soli validi atti processuali. In base a quanto dispone il codice sostanziale, il libero esercizio dei diritti è, in linea generale, escluso per gli incapaci, e precisamente: il minore, è rappresentato in giudizio dai genitori esercenti la patria potestà e in mancanza degli stessi, da un tutore (v.320 c.c.); l'interdetto, è rappresentato dal tutore (v.357 c.c.).I soggetti semicapaci, e cioè il minore emancipato (v.394 c.c.) e il maggiore inabilitato (v.424 c.c.) sono assistiti in giudizio dal curatore.Nel caso in cui il giudice rilevi un difetto di rappresentanza, di assistenza o di autorizzazione, ai sensi della nuova formulazione dell'art. 182 del c.p.c., egli può assegnare alle parti un termine entro il quale il rappresentante legale o l'assistente dovrà costituirsi in giudizio ed eventualmente devono essere rilasciate le necessarie autorizzazioni.

(5) La Corte cost. con sent. 16-10-1986, n. 220 ha dichiarato l'illegittimità costituzionale (in riferimento all'art. 24 Cost. che garantisce l'ideale di un processo giusto), di quella parte degli artt. 75 e300 nella quale non è prevista «ove emerga una situazione di scomparsa del convenuto, l'interruzione del processo e la segnalazione del caso al pubblico ministero perché promuova la nomina di un curatore».

(6) Il 3° comma dell'articolo in esame individua l'istituto della c.d. rappresentanza processuale organica o istituzionale. Questa non è considerata una vera e propria forma di rappresentanza in quanto con tale termine si fa riferimento agli organi delle persone giuridiche che hanno la funzione di esternare la volontà dell'ente, la quale non potrebbe esprimersi in alcun altro modo. L'attività dell'organo rappresentativo, che è immedesimato con la struttura dell'ente, va intesa quindi come attività propria di una parte della persona giuridica e come tale viene imputata all'ente stesso. Per quanto riguarda ad esempio le persone giuridiche private e in particolare le società di capitali, stanno in giudizio tramite gli amministratori che ne hanno la rappresentanza (v.2384 c.c.) e attraverso i liquidatori, in caso di liquidazione (v.2452 c.c.). Per quel che concerne, invece, le persone giuridiche pubbliche:-lo Stato, sta in giudizio in persona del ministro pro tempore competente per materia;-le regioni, tramite il presidente della giunta o l'assessore secondo la propria competenza; -le province, per mezzo del presidente della giunta provinciale e autorizzato da quest'ultima;-i comuni, in persona del sindaco autorizzato dalla giunta comunale.In relazione poi alla rappresentanza di altri enti pubblici come ad esempio il Cnr, l'Inps, il Coni, stanno in giudizio rispettivamente il presidente, il direttore della sede periferica (delegato dal presidente dell'istituto) e i direttori di compartimento.

(7) L'ultimo comma della norma in commento disciplina considera la rappresentanza processuale delle associazioni e dei comitati che sono sprovvisti di personalità giuridica. La dottrina unanime reputa però tale indicazione non tassativa, ritenendo che il legislatore abbia voluto in tale comma ricomprendere tutti quegli enti privi di personalità giuridica ma al tempo stesso titolari di rapporti giuridici autonomi. Più precisamente dunque:-le associazioni non riconosciute stanno in giudizio nella persona di coloro ai quali, secondo l'atto costitutivo o secondo lo statuto, è attribuita la presidenza o la direzione (v.36 c.c.);- i comitati possono agire o essere convenuti in giudizio esclusivamente nella persona del presidente (v.41);- le società di persone stanno in giudizio in persona dei soci o per mezzo degli amministratori che ne hanno la rappresentanza (v.2266,2298 e2315 c.c.);- i consorzi con attività esterna possono essere convenuti in giudizio tramite il presidente o il direttore, anche se la rappresentanza è conferita ad altre persone (v.2163 c.c.);- i condomini possono agire o essere convenuti in giudizio nella persona dell'amministratore (v.1131 c.c.);- i partiti politici e i sindacati stanno in giudizio rispettivamente tramite il presidente e per mezzo delle persone alle quali, ai sensi delle norme statutarie, è conferita la presidenza o la direzione;- l'eredità giacente e quella istituita sotto condizione sospensiva stanno in giudizio nella persona del curatore (v.529 c.c.) o di un amministratore (v.641 c.c.).

Massime giurisprudenziali (167)

1Cass. civ. n. 560/2025

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17Cass. civ. n. 18850/2023

18Cass. civ. n. 13365/2023

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20Cass. civ. n. 25794/2021

21Cass. civ. n. 24893/2021

22Cass. civ. n. 14245/2020

23Cass. civ. n. 8987/2020

24Cass. civ. n. 6799/2020

25Cass. civ. n. 34599/2019

26Cass. civ. n. 8120/2019

27Cass. civ. n. 2279/2019

28Cass. civ. n. 16251/2018

29Cass. civ. n. 15771/2018

30Cass. civ. n. 13702/2018

31Cass. civ. n. 4392/2017

32Cass. civ. n. 1208/2017

33Cass. civ. n. 23274/2016

34Cass. civ. n. 14362/2016

35Cass. civ. n. 20387/2015

36Cass. civ. n. 16274/2015

37Cass. civ. n. 1773/2015

38Cass. civ. n. 22223/2014

39Cass. civ. n. 19735/2014

40Cass. civ. n. 15759/2014

41Cass. civ. n. 4209/2014

42Cass. civ. n. 28141/2013

43Cass. civ. n. 23088/2013

44Cass. civ. n. 16104/2013

45Cass. civ. n. 19308/2012

46Cass. civ. n. 2210/2012

47Cass. civ. n. 743/2012

48Cass. civ. n. 28078/2011

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50Cass. civ. n. 25813/2011

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67Cass. civ. n. 961/2009

68Cass. civ. n. 480/2009

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87Cass. civ. n. 12109/2006

88Cass. civ. n. 7886/2006

89Cass. civ. n. 3052/2006

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91Cass. civ. n. 15369/2005

92Cass. civ. n. 12868/2005

93Cass. civ. n. 19528/2004

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95Cass. civ. n. 18090/2004

96Cass. civ. n. 17936/2004

97Cass. civ. n. 16069/2004

98Cass. civ. n. 12286/2004

99Cass. civ. n. 11506/2004

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154Cass. civ. n. 9523/1996

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158Cass. civ. n. 8828/1995

159Cass. civ. n. 8211/1995

160Cass. civ. n. 10425/1994

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164Cass. civ. n. 2438/1992

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