Articolo 421 Codice di Procedura Civile

(R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443)

Poteri istruttori del giudice

Dispositivo

Note

(1) Il rito del lavoro è caratterizzato da un sistema inquisitorio attenuato in quanto i poteri istruttori del giudice trovano due limiti distinti, il primo è il rispetto del principio della domanda e dell'onere in giudizio dei fatti costitutivi, impeditivi o estintivi del diritto controverso, il secondo consiste nel divieto di utilizzazione del sapere privato da parte del giudice.

(2) Il primo comma persegue un interesse di giustizia sostanziale, in quanto con la sanatoria concessa dal giudice viene evitato che i vizi di forma degli atti possano impedirne l'esame senza che la parte sia avvertita dei vizi stessi e della possibilità di rimediarvi. Inoltre, visto che il processo del lavoro si basa anche sul principio della ricerca della verità, il giudice risulta titolare di ampi poteri istruttori, i quali vengono esercitati in via discrezionale e sono diretti ad integrare un quadro probatorio già delineato tempestivamente dalle parti.

(3) Il giudice può decidere discrezionalmente di assumere la prova in via autonoma e, inoltre, può chiedere l'assunzione delle prove anche nel caso in cui le parti ne siano decadute.

(4) La norma prevede sì il superamento dei limiti posti dal codice in tema di ammissione dei mezzi di prova, ma tale eccezione deve essere riferita alla sola prova testimoniale. Ad esempio, è pacifico che la simulazione possa essere provata senza i rigorosi limiti imposti dall'art. 1417 c.c.. Diversamente, in relazione al giuramento decisorio, sussistono gli stessi limiti previsti per il rito ordinario. Pertanto, tale giuramento non può essere deferito, poiché si sostanzia in un atto di disposizione del diritto che, in quanto tale, non può che essere riservato alle parti.

(5) Secondo l'orientamento giurisprudenziale prevalente, le informazioni rese delle associazioni sindacali non costituiscono dei veri e propri mezzi istruttori poiché non sono preordinate all'accertamento di dati di fatto. Tuttavia, concorrono alla formazione del convincimento del giudice e costituiscono uno strumento processuale la cui utilizzazione deve avvenire entro lo schema delineato dagli artt. 421 e 425 c.p.c..

(6) Anche nel caso in cui vengano esercitati poteri istruttori del giudice, il principio del contraddittorio deve essere sempre rispettato e, a garanzia della sua osservanza, la norma in esame rinvia al sesto comma dell'art. 420, che impone al giudice di assegnare alle parti un termine per il deposito di note difensive. Inoltre, l'opinione dottrinale prevalente ritiene applicabile anche il settimo comma, che consente alla controparte di dedurre quei mezzi di prova che si rendono necessari in relazione a quelli ammessi ex officio.

(7) La giurisprudenza di legittimità ritiene che la facoltà del giudice di ordinare la comparizione di persone incapaci di testimoniare a norma dell'art. 246 del c.p.c.possa essere esercitata solo nel caso in cui sia incontestato o accertato l'interesse del terzo alla causa che potrebbe legittimare la sua partecipazione al giudizio. Ad ogni modo, le dichiarazioni rese dall'incapace a testimoniare non assumono valore probatorio, ma sono equiparate a quelle rese dalle parti in sede di libero interrogatorio dal quale il giudice può desumere argomenti di prova (si cfr.art. 116 del c.p.c., II comma).

Massime giurisprudenziali (72)

1Cass. civ. n. 38062/2021

2Cass. civ. n. 9823/2021

3Cass. civ. n. 26597/2020

4Cass. civ. n. 23605/2020

5Cass. civ. n. 17683/2020

6Cass. civ. n. 33393/2019

7Cass. civ. n. 32265/2019

8Cass. civ. n. 21410/2019

9Cass. civ. n. 25374/2017

10Cass. civ. n. 14197/2017

11Cass. civ. n. 19915/2016

12Cass. civ. n. 19305/2016

13Cass. civ. n. 22534/2014

14Cass. civ. n. 26289/2013

15Cass. civ. n. 24188/2013

16Cass. civ. n. 18410/2013

17Cass. civ. n. 2420/2013

18Cass. civ. n. 18924/2012

19Cass. civ. n. 16182/2011

20Cass. civ. n. 16542/2010

21Cass. civ. n. 12717/2010

22Cass. civ. n. 10711/2010

23Cass. civ. n. 6204/2010

24Cass. civ. n. 1863/2010

25Cass. civ. n. 6023/2009

26Cass. civ. n. 29006/2008

27Cass. civ. n. 209/2007

28Cass. civ. n. 17178/2006

29Cass. civ. n. 14731/2006

30Cass. civ. n. 12729/2006

31Cass. civ. n. 2526/2006

32Cass. civ. n. 1130/2005

33Cass. civ. n. 23929/2004

34Cass. civ. n. 11353/2004

35Cass. civ. n. 10128/2004

36Cass. civ. n. 5908/2004

37Cass. civ. n. 639/2004

38Cass. civ. n. 405/2004

39Cass. civ. n. 6336/2003

40Cass. civ. n. 12002/2002

41Cass. civ. n. 7465/2002

42Cass. civ. n. 7119/2002

43Cass. civ. n. 5/2002

44Cass. civ. n. 16145/2001

45Cass. civ. n. 7360/2001

46Cass. civ. n. 3228/2001

47Cass. civ. n. 11002/2000

48Cass. civ. n. 9034/2000

49Cass. civ. n. 4714/2000

50Cass. civ. n. 12884/1999

51Cass. civ. n. 5639/1999

52Cass. civ. n. 6769/1998

53Cass. civ. n. 6535/1998

54Cass. civ. n. 310/1998

55Cass. civ. n. 10522/1997

56Cass. civ. n. 7881/1997

57Cass. civ. n. 4935/1997

58Cass. civ. n. 262/1997

59Cass. civ. n. 5590/1994

60Cass. civ. n. 3916/1994

61Cass. civ. n. 3302/1994

62Cass. civ. n. 9192/1993

63Cass. civ. n. 3537/1993

64Cass. civ. n. 276/1990

65Cass. civ. n. 2166/1988

66Cass. civ. n. 4402/1987

67Cass. civ. n. 1882/1986

68Cass. civ. n. 737/1985

69Cass. civ. n. 526/1985

70Cass. civ. n. 4707/1983

71Cass. civ. n. 4508/1982

72Cass. civ. n. 1371/1982