Articolo 43 Codice Penale

(R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398)

Elemento psicologico del reato

Dispositivo

Note

(1) La responsabilità penale assume la forma tipica del dolo, se non è diversamente stabilito dalla legge. La norma in esame è però ambigua a riguardo di cosa debba intendersi per esso. Di qui sono sorti numerosi dibattiti dottrinali, i cui principali esiti sono rappresentati dalle teorie dell'intenzione, della rappresentazione e della volontà. Secondo la prima di queste, il dolo è la volontà di cagionare l'evento come fine ultimo della condotta, mentre la seconda lo ravvisa nella volontà della condotta e nella previsione dell'evento. Si tratta di visioni criticate, in quanto la prima sarebbe troppo restrittiva perché non vi rientrerebbe il dolo eventuale, mentre la seconda farebbe ricomprendere nell'ambito del dolo addirittura la colpa cosciente. Oggi domina quindi la teoria della volontà che ritiene ildolocoscienza e volontà sia del fatto costitutivo che dell'evento tipico, ricomprendendo così il dolo eventuale, ma non la colpa cosciente. In ogni caso vi è concordanza nell'identificare nell'elemento soggettivo in esame due momenti:quello rappresentativo ed quello volitivo. Quindi il soggetto deverappresentarsigli elementi precedenti o concomitanti alla sua condotta ovvero deve avere conoscenza di presupposti, mezzi, luogo, oggetto materiale, soggetto passivo, etc. (si pensi al cacciatore che spara convinto di colpire un animale e invece colpisce un uomo che si trovava nascosto. Ovviamente non potrà essere imputato di omicidio doloso) e degli elementi valutati in base a regole giuridiche, di cui è sufficiente la rappresentazione nella loro dimensione sociale, non essendo necessario che l'agente abbia di questi una conoscenza "giuridica" (se un soggetto dispone di una cosa ignorandone l'altruità, in quanto se ne ritiene proprietario, non risponderà del reato di furto di cui all'art. 624 del c.p.). Alla rappresentazione deve accompagnarsi lavolizioneda parte dell'agente sia della condotta che dell'evento (quindi se, ad esempio, cadendo accidentalmente una pistola, il colpo ferisce un soggetto, colui che teneva l'arma non potrà essere imputato di lesioni volontarie. Alcuni ritengono che si debba poi aggiungere un terzo momento ovvero lacoscienza dell'antigiuridicità del fatto. Per aversi, ma il punto non trova accordo in dottrina.Per quanto attiene invece alle forme del dolo si deve distinguere tra: a)dolo direttoointenzionale, se c'è corrispondenza tra l'evento conseguito e quello voluto e rappresentatosi dall'agente;dolo indirettomanca tale corrispondenza in quanto l'evento non è stato intenzionalmente o direttamente voluto. Il dolo indiretto si divide poi indolo eventuale, se l'agente non vuole un certo evento, ma ne accetta la possibilità, quindi pone in atto la condotta, accettando il rischio che esso si verifichi (si pensi al gioco macabro dei massi gettati dai cavalcavia per colpire le macchine),dolo alternativo, quando il soggetto il soggetto si configura la possibilità del verificarsi di due eventi (es.: ferimento o morte della vittima) e gli è indifferente quale si produrrà,dolo indeterminato, quando l'azione è posta in essere volendo alternativamente o cumulativamente più eventi (es.: Tizio spara contro due persone, risultandogli indifferente cagionare la morte o il ferimento di uno od entrambe le vittime); b)dolo d'impeto, se è una decisione improvvisa che porta all'azione; c)dolo di danno, quando si vuole effettivamente ledere il bene protetto della norma;dolo di pericolo, quando la volontà risiede nella sola minaccia (es.: delitto di attentato). In riferimento poi al lasso temporale si parla didolo iniziale, presente solo nel momento della condotta (es.: un coniuge avvelena l'altro, ma poi, pentitosi, accompagna la vittima in ospedale per salvarla);dolo concomitante, alla condotta e lo svolgimento del processo causale dell'evento;dolo successivo, al compimento dell'azione od omissione (es.: un chirurgo per un errore operatorio provoca una emorragia al paziente e fa poi in modo che essa abbia esito letale). Infine si distingue tradolo generico, quando il reato viene integrato con il semplice fatto descritto dalla norma incriminatrice (es.: omicidio) edolo specifico, quando la legge fa espresso riferimento ad una determinata finalità, che basta sia solo sia astrattamente perseguita (es.: il furto presuppone la finalità il profitto).

(2) Si parla dipreterintenzionequando si verifica un evento più grave di quello voluto dal soggetto, ovviamente solo qualora sussista un nesso causale con la condotta (v.40). Per esemplificare si pensi all'ipotesi in cui l'agente voleva solo percuotere o ledere ed invece si verifica la morte della vittima. Si avrà omicidio preterintenzionale (v.584). Riguardo la configurazione della preterintenzione, una parte minoritaria della dottrina la considera comedolo misto a responsabilità oggettiva, mentre l'orientamento dominante, sulla base anche di quanto dispone il dettato normativo che distingue tra responsabilità oggettiva e preterintenzione, la identifica comedolo misto a colpa, in quanto il dolo riguarderebbe l'evento minore, mentre la colpa quello più grave.

(3) La colpa richiede non solo che la condotta sia attribuibile alla volontà del soggetto (art. 42, c. 1), ma anche che l'evento non sia voluto, nemmeno in modo indiretto, e soprattutto che vi sia stata imprudenza, negligenza, imperizia (colpa generica) od inosservanza di leggi, regolamenti, ordine o discipline (colpa specifica). A base della colpa vi è laprevedibilità ed evitabilità dell'eventoovvero la possibilità, accertata in concreto, per l'agente di rappresentarsi nella mente l'evento dannoso come conseguenza di una certa azione od omissione e di scongiurare l'evento, rispettando precise regole cautelari connessa alla violazione di specifiche norme poste da legge, regolamento, ordini e discipline. La dottrina distingue poi tracolpa propria, quando non vi è volontà dell'evento ecolpa impropria, quando invece l'evento è voluto, come nelle ipotesi di l'eccesso colposo (v.55), l'errore nelle cause di giustificazione (v.594) ed l'errore di fatto determinato da colpa (v.471). Si ha invececolpa incosciente, se il soggetto non si rende conto che la sua condotta potrebbe provocare eventi dannosi ecolpa cosciente, o colpa con previsione, se l'agente si rappresenta l'evento come possibile conseguenza della sua condotta, ma ha sicura fiducia che esso non si verificherà (si pensi all'ipotesi in cui un soggetto conduce un'auto ad alta velocità in centro cittadino, rendendosi conto della possibilità di un investimento, ma è fiducioso nella sua abilità di guida). Si differenzia dal dolo eventuale, perché l'accettazione del rischio del verificarsi dell'evento dannoso, propria di quell'ipotesi di dolo. Si ricordi poi lacolpa professionale, inerente gli illeciti penali compiuti da un professionista nell'esercizio della sua attività. In questo caso si ritiene si applichi quanto previsto dalla norma in esame e non le disposizioni di cui all'art. 2236 del c.c., che prevede che il professionista possa rispondere solo per colpa grave (con esclusione, quindi, dei fatti commessi con colpa media o lieve).

(4) Differentemente dai delitti che sono normalmente puniti dal legislatore per dolo, a patto che la legge non parli espressamente di colpa o preterintenzione come nelle ipotesi previste dagli articoliart. 589 del c.p.eart. 584 del c.p., le contravvenzioni sono punite sia se commesse con dolo che con colpa. Ciò però non esclude che possa essere rilevante stabilire se la colpevolezza abbia assunto la forma del dolo o della colpa, soprattutto per quanto riguarda la commisurazione della pena (133) e la dichiarazione di abitualità nel reato (104). Si ricordi poi che vi sono alcune contravvenzioni punibili solo a titolo di dolo (es.:660, molestie e disturbo alle persone) ed altre punibili solo a titolo di colpa (es.:712, incauto acquisto, perché se doloso scatterebbe il più grave reato di ricettazione (648).

Massime giurisprudenziali (151)

1Cass. pen. n. 44677/2025

2Cass. pen. n. 28970/2025

3Cass. pen. n. 35016/2025

4Cass. pen. n. 27242/2025

5Cass. pen. n. 33788/2025

6Cass. pen. n. 22007/2025

7Cass. pen. n. 20614/2025

8Cass. pen. n. 15701/2025

9Cass. pen. n. 14215/2025

10Cass. pen. n. 10865/2025

11Cass. pen. n. 15772/2025

12Cass. pen. n. 11985/2025

13Cass. pen. n. 3755/2024

14Cass. pen. n. 2399/2024

15Cass. pen. n. 1534/2024

16Cass. pen. n. 624/2024

17Cass. pen. n. 43093/2024

18Cass. pen. n. 40934/2024

19Cass. pen. n. 42819/2024

20Cass. pen. n. 45398/2024

21Cass. pen. n. 38802/2024

22Cass. pen. n. 47339/2024

23Cass. pen. n. 34342/2024

24Cass. pen. n. 37131/2024

25Cass. pen. n. 36765/2024

26Cass. pen. n. 24572/2024

27Cass. pen. n. 23926/2024

28Cass. pen. n. 16997/2024

29Cass. pen. n. 17965/2024

30Cass. pen. n. 16111/2024

31Cass. pen. n. 9845/2024

32Cass. pen. n. 49667/2023

33Cass. pen. n. 1465/2023

34Cass. pen. n. 4564/2023

35Cass. pen. n. 3024/2023

36Cass. pen. n. 50299/2023

37Cass. pen. n. 47900/2023

38Cass. pen. n. 49342/2023

39Cass. pen. n. 32966/2023

40Cass. pen. n. 47354/2023

41Cass. pen. n. 27123/2023

42Cass. pen. n. 21452/2023

43Cass. pen. n. 26316/2023

44Cass. pen. n. 16108/2023

45Cass. pen. n. 36402/2023

46Cass. pen. n. 13290/2023

47Cass. pen. n. 9049/2023

48Cass. pen. n. 13277/2023

49Cass. pen. n. 15743/2023

50Cass. pen. n. 17496/2022

51Cass. pen. n. 6911/2022

52Cass. pen. n. 6564/2022

53Cass. pen. n. 46467/2022

54Cass. pen. n. 34021/2022

55Cass. pen. n. 15269/2022

56Cass. pen. n. 14560/2021

57Cass. pen. n. 4854/2021

58Cass. pen. n. 44666/2021

59Cass. pen. n. 21554/2021

60Cass. pen. n. 20851/2021

61Cass. pen. n. 32899/2021

62Cass. pen. n. 16523/2020

63Cass. pen. n. 12968/2020

64Cass. pen. n. 9745/2020

65Cass. pen. n. 35277/2020

66Cass. pen. n. 32413/2020

67Cass. pen. n. 32178/2020

68Cass. pen. n. 27923/2020

69Cass. pen. n. 14795/2020

70Cass. pen. n. 16472/2020

71Cass. pen. n. 12351/2020

72Cass. pen. n. 40424/2019

73Cass. pen. n. 23252/2019

74Cass. pen. n. 4060/2019

75Cass. pen. n. 40050/2018

76Cass. pen. n. 32221/2018

77Cass. pen. n. 14663/2018

78Cass. pen. n. 48081/2017

79Cass. pen. n. 14606/2017

80Cass. pen. n. 10265/2017

81Cass. pen. n. 9390/2017

82Cass. pen. n. 5273/2017

83Cass. pen. n. 31490/2016

84Cass. pen. n. 15860/2015

85Cass. pen. n. 15711/2015

86Cass. pen. n. 18220/2015

87Cass. pen. n. 8561/2015

88Cass. pen. n. 1819/2015

89Cass. pen. n. 49707/2014

90Cass. pen. n. 47289/2014

91Cass. pen. n. 43348/2014

92Cass. pen. n. 38343/2014

93Cass. pen. n. 22249/2014

94Cass. pen. n. 5684/2014

95Cass. pen. n. 5467/2014

96Cass. pen. n. 3683/2014

97Cass. pen. n. 51056/2013

98Cass. pen. n. 39157/2013

99Cass. pen. n. 36400/2013

100Cass. pen. n. 26966/2013

101Cass. pen. n. 26239/2013

102Cass. pen. n. 16237/2013

103Cass. pen. n. 42973/2012

104Cass. pen. n. 35922/2012

105Cass. pen. n. 14342/2012

106Cass. pen. n. 5096/2012

107Cass. pen. n. 4391/2012

108Cass. pen. n. 3222/2012

109Cass. pen. n. 30472/2011

110Cass. pen. n. 16465/2011

111Cass. pen. n. 10411/2011

112Cass. pen. n. 8254/2011

113Cass. pen. n. 2568/2011

114Cass. pen. n. 43786/2010

115Cass. pen. n. 27196/2010

116Cass. pen. n. 23810/2010

117Cass. pen. n. 16761/2010

118Cass. pen. n. 11222/2010

119Cass. pen. n. 6334/2010

120Cass. pen. n. 35659/2009

121Cass. pen. n. 26677/2009

122Cass. pen. n. 21513/2009

123Cass. pen. n. 15869/2009

124Cass. pen. n. 4675/2009

125Cass. pen. n. 46412/2008

126Cass. pen. n. 39882/2008

127Cass. pen. n. 34765/2008

128Cass. pen. n. 32424/2008

129Cass. pen. n. 25648/2008

130Cass. pen. n. 13942/2008

131Cass. pen. n. 10857/2008

132Cass. pen. n. 5117/2008

133Cass. pen. n. 39619/2007

134Cass. pen. n. 37606/2007

135Cass. pen. n. 32586/2007

136Cass. pen. n. 29232/2007

137Cass. pen. n. 21594/2007

138Cass. pen. n. 4675/2007

139Cass. pen. n. 21473/2006

140Cass. pen. n. 39791/2005

141Cass. pen. n. 28617/2005

142Cass. pen. n. 22579/2005

143Cass. pen. n. 24036/2004

144Cass. pen. n. 37473/2003

145Cass. pen. n. 37001/2003

146Cass. pen. n. 25962/2003

147Cass. pen. n. 22338/2003

148Cass. pen. n. 21443/2003

149Cass. pen. n. 16976/2003

150Cass. pen. n. 11445/2003

151Cass. pen. n. 988/2003