Articolo 56 Codice Penale

(R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398)

Delitto tentato

Dispositivo

Note

(1) Il tentativo si configura come fattispecie in cui la sfera oggettiva è rimasta incompleta, perché, al di là della volontà colpevole, l'ipotesi delittuosa prevista dalla norma è realizzata solo in parte. Tale situazione diventa punibile al ricorre dei due requisiti: idoneità e univocità.Peridoneità, s'intende che gli atti posti in essere dal soggetto devono essere in grado di causare offesa al bene giuridico tutelato. Deve ovviamente trattarsi di atti tipici della fattispecie tentata. Il giudizio sull'idoneità va effettuato ex ante, ovvero avendo a riguardo del momento in cui la condotta viene posta in essere (se la valutazione venisse compiuta ex post, non ci sarebbe mai tentativo punibile), e in concreto, poiché l'adeguatezza dell'atto al reato tipico va considerata in rapporto al contesto fenomenico in cui si inserisce (si pensi al bicchiere d'acqua zuccherata, di norma innocuo,fatale per un diabetico). A proposito la dottrina prevalente ha affermato che l'idoneità va valutata tenendo conto di tutte le circostanze realmente esistenti al momento del fatto, non solo quelle conoscibili o conosciute, come invece sostenuto da altri autori.

(2) Per quanto attiene all'univocità, questa indica sia che l'azione o l'omissione devono far trasparire con certezza l'intento delittuoso (es. mettersi una pistola in tasca non indica la volontà di sparare come uccidere) sia che le modalità di attuazione devono integrare in maniera non equivoca un fatto tipico o costituire almeno un atto collegato e di anticipazione certa di fatti rientrati nel disegno criminoso del soggetto.

(3) Tale norma ha carattere generale e deve quindi essere riferita poi alle singole disposizioni di parte speciale. Le fattispecie di delitto tentato infatti sono tante quante quelle di delitto consumato, di cui sono una realizzazione imperfetta.

(4) Affinché si abbia delitto tentato, è necessario che l'azione tipica si stata iniziata ma non sia giunta a compimento (si pensi al soggetto che prende la mira, ma viene disarmato prima di sparare) oppure la condotta sia stata portata a compimento, ma l'evento non si è poi verificato (si pensi al soggetto che spara, ma non colpisce la sua vittima). Nel primo caso si parla ditentativo incompiuto, nel secondo ditentativo compiuto.

(5) A seguito dell'abolizione della pena di morte nel nostro ordinamento (per questo aspetto si rimanda all'analisi dell'art. 17 del c.p.), è stato abrogato l'inciso che originariamente prevedeva: "Il colpevole del delitto tentato è punito con la reclusione da ventiquattro a trenta anni, se dalla legge è stabilita per il delitto la pena di morte".

(6) Si deve però puntualizzare che, relativamente al contrabbando si applica la stessa prevista per il reato consumato, ex art. 293, d.P.R. 23 gennaio 1973, n. 43.

(7) Si configura ladesistenzaquando il soggetto muta il proprio proposito e interrompe volontariamente l'attività criminosa (delitti commissivi) o intraprendere ciò che stava omettendo, ossia la condotta doverosa (delitti omissivi). Per chiarire, nel primo caso si pensi al ladro che, forzata la serratura, decide di non portare a compimento l'azione criminosa, nel secondo alla madre che riprende ad allattare il neonato dopo che aveva deciso di farlo morire di fame. La ratio della desistenza, come ipotesi di normativa premiale, è tradizionalmente ravvisata nell'opportunità di prevenire la violazione di norme penali e disincentivare così il crimine attraverso la promessa di impunità. Tuttavia la concezione special-preventiva ritiene che il fondamento di tale istituto risieda, invece, sulla inutilità della sanzione per un soggetto che ha modeste probabilità di ricaduta nel reato.

(8) Quando, realizzata l'azione tipica, l'agente volontariamente impedisce la verificazione dell'evento, si parla direcesso, il quale, diversamente dalla desistenza, presuppone n tentativo compiuto. Questo rappresenta l'unica circostanza valida nel caso di tentativo e nello specifico si tratta di una circostanza attenuante.Il rapporto recesso-desistenza assume rilevanza soprattutto in relazione ai reati omissivi. Per esemplificare, quindi, la madre che ha omesso di nutrire il neonato per alcune ore, desiste se riprende a nutrirlo, mentre recede se si reca in ospedale affinché vengano prestate al bambino le cure necessarie.

(9) Relativamente ai delitti commessi con finalità di terrorismo e di eversione dell'ordine democratico l'art. 5, l. 29 maggio 1982, n. 304, dispone che non è punibile colui che, avendo compiuto atti idonei diretti in modo non equivoco a commettere il delitto, volontariamente impedisce l'evento e fornisce comunque elementi di prova rilevanti per l'esatta ricostruzione del fatto e per l'individuazione degli eventuali concorrenti.

(10) Si ricordi che il tentativo non è ammissibile neidelitti colposi(per l'incompatibilità tra la mancanza di volontà delittuosa e l'idoneità e univocità degli atti in cui si sostanzia il delitto tentato) nellecontravvenzioni(l'articolo in esame si riferisce ai soli delitti), neireati unisussistenti(solo relativamente alla forma del tentativo incompiuto), neidelitti di attentato(poiché quanto richiesto per configurarsi tentativo punibile è già sufficiente alla consumazione del delitto), neireati di pericolo, neidelitti preterintenzionali.

Massime giurisprudenziali (124)

1Cass. pen. n. 26415/2025

2Cass. pen. n. 18578/2025

3Cass. pen. n. 21852/2025

4Cass. pen. n. 12518/2025

5Cass. pen. n. 6771/2025

6Cass. pen. n. 10357/2025

7Cass. pen. n. 7663/2025

8Cass. pen. n. 9638/2025

9Cass. pen. n. 13104/2024

10Cass. pen. n. 3044/2024

11Cass. pen. n. 12096/2024

12Cass. pen. n. 34483/2024

13Cass. pen. n. 26835/2024

14Cass. pen. n. 17545/2024

15Cass. pen. n. 18818/2024

16Cass. pen. n. 19541/2024

17Cass. pen. n. 6586/2024

18Cass. pen. n. 3092/2023

19Cass. pen. n. 2910/2023

20Cass. pen. n. 51669/2023

21Cass. pen. n. 50834/2023

22Cass. pen. n. 50711/2023

23Cass. pen. n. 50742/2023

24Cass. pen. n. 5077/2023

25Cass. pen. n. 49651/2023

26Cass. pen. n. 2077/2023

27Cass. pen. n. 51383/2023

28Cass. pen. n. 49237/2023

29Cass. pen. n. 44178/2023

30Cass. pen. n. 43066/2023

31Cass. pen. n. 49352/2023

32Cass. pen. n. 37091/2023

33Cass. pen. n. 37118/2023

34Cass. pen. n. 36928/2023

35Cass. pen. n. 31169/2023

36Cass. pen. n. 20591/2023

37Cass. pen. n. 32564/2023

38Cass. pen. n. 40903/2022

39Cass. pen. n. 25519/2022

40Cass. pen. n. 35134/2022

41Cass. pen. n. 15656/2022

42Cass. pen. n. 12777/2022

43Cass. pen. n. 1009/2021

44Cass. pen. n. 27989/2021

45Cass. pen. n. 7557/2021

46Cass. pen. n. 12045/2020

47Cass. pen. n. 8041/2020

48Cass. pen. n. 32234/2020

49Cass. pen. n. 1943/2020

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51Cass. pen. n. 17241/2020

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57Cass. pen. n. 18981/2017

58Cass. pen. n. 52189/2016

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60Cass. pen. n. 36726/2015

61Cass. pen. n. 24551/2015

62Cass. pen. n. 44148/2014

63Cass. pen. n. 5504/2014

64Cass. pen. n. 3526/2014

65Cass. pen. n. 51514/2013

66Cass. pen. n. 32851/2013

67Cass. pen. n. 16612/2013

68Cass. pen. n. 24643/2012

69Cass. pen. n. 36536/2011

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71Cass. pen. n. 25065/2011

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74Cass. pen. n. 9276/2011

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79Cass. pen. n. 2772/2010

80Cass. pen. n. 34242/2009

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84Cass. pen. n. 40058/2008

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87Cass. pen. n. 18747/2007

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90Cass. pen. n. 34128/2006

91Cass. pen. n. 24711/2006

92Cass. pen. n. 16313/2006

93Cass. pen. n. 5849/2006

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95Cass. pen. n. 25917/2004

96Cass. pen. n. 23706/2004

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98Cass. pen. n. 36283/2003

99Cass. pen. n. 35764/2003

100Cass. pen. n. 37562/2001

101Cass. pen. n. 1955/2000

102Cass. pen. n. 385/2000

103Cass. pen. n. 10795/1998

104Cass. pen. n. 9365/1998

105Cass. pen. n. 6880/1998

106Cass. pen. n. 2587/1998

107Cass. pen. n. 1296/1998

108Cass. pen. n. 6532/1998

109Cass. pen. n. 5037/1997

110Cass. pen. n. 5531/1996

111Cass. pen. n. 832/1996

112Cass. pen. n. 9273/1995

113Cass. pen. n. 295/1995

114Cass. pen. n. 7937/1995

115Cass. pen. n. 7317/1995

116Cass. pen. n. 1639/1995

117Cass. pen. n. 5480/1993

118Cass. pen. n. 5342/1993

119Cass. pen. n. 9887/1992

120Cass. pen. n. 8148/1992

121Cass. pen. n. 8031/1992

122Cass. pen. n. 7938/1992

123Cass. pen. n. 6921/1992

124Cass. pen. n. 7513/1991