Articolo 321 Codice Penale
(R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398)
Pene per il corruttore
Dispositivo
Le pene stabilite nel primo comma dell'articolo [318], nell'articolo [319], nell'articolo [319], nell'articolo [319] e nell'articolo [320] in relazione alle suddette ipotesi degli articoli [318] e [319], si applicano anche a chi dà o promette (1) al pubblico ufficiale o all'incaricato di un pubblico servizio il denaro o altra utilità [32] (2).
Note
(1) Il legislatore qui estende le pene previste per il corrotto anche al corruttore, disciplinando così la cosiddettacorruzione attiva. Quindi se per necessità il soggetto passivo deve essere un esercente una pubblica funzione (p.u. o i.p.s.), quello attivo invece non necessariamente deve essere tale, potendo trattarsi infatti anche di un privato.
(2) In caso di condanna per il reato in esame troverà applicazione l'art. 32 quaterovvero l'applicazione della pena accessoria della incapacità di contrattare con la P.A.
Massime giurisprudenziali (9)
1Cass. pen. n. 13092/2025
In tema di corruzione, costituisce pena illegale, in quanto fuoriesce dal paradigma normativo, l'interdizione perpetua dai pubblici uffici disposta ex art. 317-bis cod. pen. in relazione a fatti commessi antecedentemente all'entrata in vigore della legge 9 gennaio 2019, n. 3, che ha previsto espressamente l'applicazione di tale pena accessoria anche nel caso di condanna nei confronti del corruttore ai sensi dell'art. 321 cod. pen.(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 13092 del 19 febbraio 2025)
2Cass. pen. n. 13616/2025
La qualificazione delle condotte in termini di corruzione, ovvero di concussione od induzione indebita a dare o promettere utilità, va compiuta, nel caso in cui sussista tra pubblico agente e privato un rapporto affaristico che non si esaurisca nel compimento di uno specifico atto, in una prospettiva necessariamente diacronica, che tenga conto della concreta evoluzione nel tempo della relazione. (In motivazione, la Corte ha precisato che non può escludersi la configurabilità di una fattispecie corruttiva nell'ipotesi in cui il privato, volgendo a proprio favore l'iniziale rapporto di soggezione rispetto al pubblico funzionario infedele, riesca ad instaurare con questi una relazione di mutuo scambio di indebite utilità su base volontaria).(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 13616 del 12 febbraio 2025)
3Cass. pen. n. 10755/2024
Per la configurabilità del reato di corruzione propria di cui agli artt. 319 e 321 cod. pen., è necessario dimostrare l'esistenza di un rapporto sinallagmatico tra il compimento dell'atto d'ufficio e la promessa o ricezione dell'utilità, non potendo assumere rilievo una dazione derivata da stretti rapporti personali preesistenti tra pubblico ufficiale e privato. Inoltre, è necessario che l'utilità sia patrimonialmente apprezzabile e correlata specificamente al compimento dell'atto contrario ai doveri d'ufficio, quale oggetto del patto corruttivo.(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 10755 del 6 dicembre 2024)
4Cass. pen. n. 45102/2021
La disciplina della confisca di cui all'art. 240-bis cod. pen. non si applica, nelle ipotesi di corruzione, ai beni del corruttore, stante la mancata inclusione del reato di cui all'art. 321 cod. pen., tra quelli indicati dalla predetta norma.(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 45102 del 30 aprile 2021)
5Cass. pen. n. 5457/2018
In tema di corruzione, non trova applicazione nei confronti del corruttore la pena accessoria dell'interdizione perpetua dai pubblici uffici in caso di condanna per fatti commessi prima dell'entrata in vigore della legge 9 gennaio 2019, n. 3, dal momento che l'art. 317-bis cod. pen., nel testo antecedente alla novella, non conteneva alcun riferimento alla fattispecie di reato disciplinata dall'art. 321 cod. pen.(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 5457 del 12 settembre 2018)
6Cass. pen. n. 34929/2018
Ai fini dell'integrazione del delitto di corruzione non ha rilevanza il fatto che il funzionario corrotto resti ignoto, quando non sussistono dubbi in ordine all'effettivo concorso di un pubblico ufficiale o di un incaricato di pubblico servizio nella realizzazione del fatto, non occorrendo che il medesimo sia o meno conosciuto o nominativamente identificato. (Fattispecie in cui la Corte ha precisato che l'omessa indicazione nel capo di imputazione del funzionario corrotto non avesse determinato alcuna lesione del diritto di difesa per l'imputato, atteso che nel corso dell'istruttoria dibattimentale l'identità del pubblico agente era stata pacificamente accertata).(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 34929 del 23 luglio 2018)
7Cass. pen. n. 47191/2004
Correttamente viene ritenuta la sussistenza del reato di corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio nel caso di organizzatori di corsi di formazione professionale controllati dalla Regione i quali, in cambio di corrispettivo in danaro, assicurino agli allievi il conseguimento del titolo professionale senza l'osservanza del prescritto obbligo di presenza alle lezioni.(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 47191 del 6 dicembre 2004)
8Cass. pen. n. 2983/1996
In tema di corruzione, allorquando non sussistono dubbi circa l'effettiva compartecipazione di un pubblico ufficiale o di un incaricato di pubblico servizio a un fatto di corruzione, non ha rilevanza, ai fini della sussistenza del reato di cui all'art. 321 c.p. a carico del privato corruttore, il fatto che il funzionario corrotto resti eventualmente ignoto, non occorrendo che il medesimo sia effettivamente conosciuto o nominativamente identificato.(Cassazione penale, Sez. VI, ordinanza n. 2983 del 30 ottobre 1996)
9Cass. pen. n. 8582/1981
Deve ritenersi corretta e non contraddittoria la sentenza che, dopo aver affermato l'esistenza del fatto costituente nella sua obiettività il delitto di corruzione, abbia ritenuto la responsabilità del pubblico ufficiale corrotto ed abbia invece assolto l'imputato di corruzione per insufficienza di prove sul dolo.(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 8582 del 6 ottobre 1981)