Articolo 930 Codice Civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Premio dovuto al ritrovatore

Dispositivo

Il proprietario deve pagare a titolo di premio al ritrovatore, se questi lo richiede, il decimo della somma o del prezzo della cosa ritrovata [927] (1).

Se tale somma o prezzo eccede euro 5,16 (2), il premio per il sovrappiù è solo del ventesimo.

Se la cosa non ha valore commerciale (3), la misura del premio è fissata dal giudice secondo il suo prudente apprezzamento.

Note

(1) Il premio che spetta al ritrovatore è un corrispettivo per il suo comportamento probo e per l'utilità insita in esso.Egli ha diritto a riscuoterlo dal momento in cui ha ritrovato la cosa.Se il titolare della cosa smarrita si sia impegnato a corrispondere un premio maggiore, egli risponde secondo le regole della promessa al pubblico.

(2) A causa dell'inflazione il limite stabilito in questo caso è divenuto del tutto anacronistico.

(3) Ne sono esempio i documenti, o, comunque, ogni cosa che per il proprietario ha un valore affettivo maggiore di quello commerciale.

Massime giurisprudenziali (2)

1Cass. civ. n. 10687/2000

Il premio dovuto al ritrovatore di cosa mobile deve essere riconosciuto, ai sensi dell'art. 930, commi primo e secondo, c.c., ogni volta il bene rinvenuto abbia in sé un valore economico e, quindi, un'ovvia utilità per chi il bene stesso abbia smarrito ed, ai sensi del terzo comma della stessa disposizione normativa, qualora il ritrovamento abbia comunque una qualche utilità, anche di natura non economica, per il proprietario o detentore; utilità da determinarsi non in base a valutazioni soggettive di chi il bene abbia smarrito, ma in base a valutazioni di ordine oggettivo e generale (nella specie, l'economo di un comune aveva smarrito un assegno bancario tratto per un'ingente somma di danaro; il ritrovatore aveva restituito al Comune il titolo di credito, chiedendo il premio normativamente previsto; il titolo stesso veniva incassato, ma l'Ente si rifiutava di concedere il premio sul presupposto che, una volta fatta la denuncia alla banca, l'assegno non poteva più essere incassato e che, quindi, nessuna utilità poteva derivare dal suo ritrovamento. La S.C., nel confermare la sentenza impugnata che aveva riconosciuto il premio al ritrovatore, ha ritenuto che tale utilità poteva essere riscontrata nel fatto che, prima della procedura di ammortamento, il titolo poteva continuare a girare, esponendo il possessore alla responsabilità per danni subiti da terzi in buona fede).(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 10687 del 11 agosto 2000)

2Cass. civ. n. 6504/1996

In caso di ritrovamento e restituzione di un libretto bancario di deposito a risparmio pagabile al portatore — che non sia obiettivamente pregiudicato al momento del ritrovamento (come nel caso di già intervenuto ammortamento o sequestro) — al ritrovatore è dovuto il premio previsto dai primi due commi dell'art. 930 c.c., atteso che il trasferimento del detto libretto si perfeziona con la semplice consegna del titolo e che il possessore, legittimato all'esercizio del diritto incorporato nel titolo, ha diritto, in forza della presentazione alla banca, alla prestazione ivi certificata. Ai fini della quantificazione del premio, il valore commerciale del libretto si determina in base alla somma ivi depositata.(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 6504 del 19 luglio 1996)