Articolo 1023 Codice Civile
(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)
Ambito della famiglia
Dispositivo
Nella famiglia si comprendono anche i figli nati dopo che è cominciato il diritto d'uso o d'abitazione, quantunque nel tempo in cui il diritto è sorto la persona non avesse contratto matrimonio. Si comprendono inoltre i figli adottivi [291] ss.] e i figli riconosciuti (1), anche se l'adozione o il riconoscimento sono seguiti dopo che il diritto era già sorto (2). Si comprendono infine le persone che convivono con il titolare del diritto per prestare a lui o alla sua famiglia i loro servizi (3) [153].
Note
(1) L'art. 77 della l. 4 maggio 1983, n. 184, ha abrogato l'istituto dell'affiliazione, disciplinato dagli artt. 404-413 del codice civile.
(2) Fanno parte dell'ambito familiare i genitori, i fratelli e gli affini, ai quali l'usuario o l'habitatordeve gli alimenti (v.art. 433 del c.c.), nonché il convivente more uxorio (ossia colui che, pur non legato da un vincolo matrimoniale giuridicamente riconosciuto è assimilabile al coniuge per la comunione di vita e di affetti che ha stabilito col compagno).
(3) La dottrina qualifica come prestatori di servizi, conviventi col titolare del diritto d'abitazione, anche coloro che, senza essere legati al titolare da un rapporto di subordinazione, hanno la funzione di tenere compagnia all'habitatoro gli forniscono assistenza (ad es., la badante di un anziano).
Massime giurisprudenziali (1)
1Cass. civ. n. 14687/2014
In tema di diritto di abitazione, il limite sancito dall'art. 1022 cod. civ. riguardo ai bisogni del titolare e della sua famiglia non deve essere inteso in senso quantitativo, che imporrebbe l'ardua determinazione della parte di casa necessaria a soddisfare tali bisogni, ma solo come divieto di utilizzo della casa in altro modo che per l'abitazione diretta dell'"habitator" e dei suoi familiari.(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 14687 del 27 giugno 2014)